Affronte: biodiversità e cibo, primi passi del Green Deal

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Affronte: biodiversità e cibo, primi passi del Green Deal

Lo scorso dicembre, la Commissione Europea ha lanciato il Green Deal Europeo. Un progetto, una visione, ampia, ambiziosa e in linea con le urgenze globali, soprattutto quelle di recuperare un rapporto diverso con il nostro pianeta e di costruire una vera sostenibilità ambientale, questioni più che mai urgenti e sentite, dopo la doccia fredda del Covd19. Come sempre, la Commissione sostiene e dà concretezza alle sue “visioni” di indirizzo politico, con documenti ampi, elaborati, profondi e che indicheranno la strada per tutte le decisioni politiche dei prossimi anni. È una politica di lungo respiro e che lavora per costruire il futuro, non per racimolare un facile consenso immediato. E viene subito seguita dai fatti.

Ecco allora, pochi giorni fa, il 20 maggio, i primi documenti di indirizzo che accompagnano il Green Deal. Sono la nuova “Strategia per la Biodiversità. Riportare la natura nella nostra vita” e “Dalla fattoria alla tavola. Per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente”. Le due strategie si rafforzano a vicenda, mettendo insieme natura, produttori, imprese e consumatori per lavorare a un futuro competitivo e sostenibile.
Questi due documenti, scritti in maniera semplice, comprensibile e mai tecnica, come sempre nello stile della Commissione Europea, propongono una serie di azioni e impegni per arrestare la perdita di biodiversità in Europa e nel mondo e per trasformare il nostro sistema alimentare nell’ottica della sostenibilità, della protezione della salute umana e del pianeta, e per il sostentamento di tutta la catena del valore alimentare. Proprio l’emergenza Covid-19 ha dimostrato quanto la crescente perdita di biodiversità ci renda vulnerabili.
Le due strategie mettono il cittadino al centro, impegnandosi ad aumentare la protezione della terra e del mare, ripristinando gli ecosistemi degradati e affermando l’UE come leader sulla scena internazionale sia per la protezione della biodiversità che per la costruzione di una catena alimentare sostenibile.
Le principali cause della perdita di biodiversità, come l’uso non sostenibile della terra e del mare, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l’inquinamento e le “specie aliene”, sono al centro della prima strategia. Essa propone, tra l’altro, di stabilire obiettivi vincolanti per ripristinare gli ecosistemi e i fiumi danneggiati, migliorare la salute degli habitat e delle specie protette dell’UE, recuperare gli insetti impollinatori, ridurre l’inquinamento, rinverdire le città, migliorare l’agricoltura biologica e altre pratiche agricole rispettose della biodiversità e migliorare la salute delle foreste europee.
La strategia prevede misure concrete per riportare la biodiversità europea sulla via del recupero entro il 2030, tra cui la trasformazione di almeno il 30% delle terre e dei mari europei in aree protette gestite in modo efficace.
Saranno sbloccati finanziamenti per 20 miliardi di euro all’anno per la biodiversità attraverso varie fonti, tra cui fondi UE, finanziamenti nazionali e privati.
La strategia “Dalla fattoria alla tavola” vuole invece ridurre l’impronta ambientale e climatica del sistema alimentare dell’UE, rafforzandone la resilienza, proteggendo la salute dei cittadini e garantendo il sostentamento degli operatori economici. Essa punta a una riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi, del 20% dell’uso di fertilizzanti, del 50% delle vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura. Il 25% dei terreni agricoli dovranno praticare l’agricoltura biologica. Prevista anche una migliore etichettatura per soddisfare meglio le esigenze di informazione dei consumatori su alimenti sani e sostenibili.
Gli agricoltori, i pescatori e i produttori di acquacoltura europei svolgono un ruolo chiave nella transizione verso un sistema alimentare più equo e sostenibile. Essi riceveranno sostegno attraverso nuovi flussi di finanziamento per adottare pratiche sostenibili.
Questi documenti non sono legislativi, ma sono linee di indirizzo politico, a cui poi la normale procedura legislativa dovrà dare voce e gambe su cui camminare. Speriamo che visioni e strategie a lungo termine, di cui abbiamo un disperato bisogno, non si perdano nella miopia della politica.

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