La moda ai tempi del corona: la salvezza passa dal Web

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La moda ai tempi del corona: la salvezza passa dal Web

Il sistema tenta di difendersi con l’e-commerce, ma non tutti sono preparati in modo adeguato. Ecco alcune storie di eccellenza

Lo tsunami del Corona Virus colpisce anche il sistema della moda che si difende con l’e-commerce. Per ora non si sa quando i templi del retail griffato potranno riaprire i battenti ma urgono soluzioni drastiche. D’altronde l’e-commerce, quando i magazzini restano serrati, è difficile da gestire: qualcuno ci riesce e tiene botta, qualcun altro fa fatica.

Nella prima categoria rientra Dell’Oglio di Palermo, un’insegna storica che riunisce tre negozi multimarca delle griffe di culto, due per uomo e uno per donna. Il titolare Mario, un dandy bibliofilo d’altri tempi, ha adibito il 20% del suo personale alla gestione della logistica per riuscire a consegnare gli ordini della primavera-estate 2020 effettuati sul web. “Il nostro shop digitale funziona bene al momento anche per felpe e sneakers apprezzate soprattutto dai millennial che trainano le vendite, anche se i capi delle collezioni per l’autunno-inverno 2021 che abbiamo acquistato a fine febbraio negli showroom, restano un punto di domanda; l’e-commerce poi non è una soluzione perché ha perso a livello globale il 20% delle sue quote di mercato, in una congiuntura problematica già prima di marzo”.

Il problema però è un altro: le promozioni anticipate del 30% sulle collezioni estive, che partono dai retailer globali come Neiman Marcus e Nordstrom, innescano una reazione a catena che coinvolge le piattaforme online dello shopping come Farfetch, e a ruota i singoli negozi multibrand con il rischio di una rilevante erosione dei margini per i dettaglianti.

Pancrazio Parisi, anche lui attivo sull’e-commerce ed erede con la storica insegna Parisi di sei multimarca del lusso a Taormina, lancia un appello: “Chiediamo ai brand di ridurre almeno del 20% i loro prezzi in showroom e soprattutto di anticipare la stagione dei saldi prolungandola fino ai primi di agosto; i grandi marchi dovrebbero puntare su mini collezioni inedite, disponibili esclusivamente nei monomarca e nei multibrand: l’esperienza dello store in strada deve restare insostituibile”.

Dello stesso avviso è Daniela Kraler che, insieme al marito Franz, gestisce fra Dobbiaco e Cortina d’Ampezzo una serie di negozi multimarca che abbracciano tutte le griffe globali del lusso e le varie fasce d’età e che nel tempo ha intessuto relazioni longeve con il gotha della moda. Tanto da inaugurare lo scorso dicembre, un monomarca Dior a Cortina in tandem con la maison francese: “Da sempre investiamo molto sul nostro territorio perché è suggestivo ed è meta di un turismo elitario che ci ha premiato. Per primi abbiamo portato l’eccellenza internazionale sulle Dolomiti e oggi, grazie anche al favore dei big del lusso, abbiamo acquisito un primato commerciale nella zona”.

Dal loro castello avito di Dobbiaco i Kraler, insieme al figlio Alexander, governano un florido business costruito a piccoli passi fino a realizzare un monopolio dello shopping griffato ad alta quota. “Non escludiamo di creare un e-commerce nel futuro ma per ora aspettiamo che la Camera Italiana dei Buyer, guidata da Francesco Tombolini, ci tuteli da situazioni di concorrenza sleale: oggi più che mai dobbiamo restare uniti e cooperare in armonia alla rinascita del nostro bel paese”.

Tratto da: https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/mercati/2020/04/08/news/la_moda_ai_tempi_del_corona_quando_il_prezzo_non_e_giusto-253447755/

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