ARTE Il food che non si mangia

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ARTE Il food che non si mangia

La “food art” è ormai un’arte a tutti gli effetti: non poteva essere altrimenti, da quando la cucina è diventata la nuova mania dell’universo televisivo e gli chef, che un tempo facevano un mestiere ingrato e faticoso scansato da tutti, hanno quasi sostituito i calciatori nei sogni dei giovani.

Ma la food art non è solo creare opere di straordinaria bellezza utilizzando cibo, può essere anche inganno e illusione. Una prova arriva da Vanessa McKeown, fotografa e art director londinese che ha sviluppato un proprio filone di opere all’apparenza pronte all’assaggio, ma nella realtà non lo sono per niente.

Pomodorini, grappoli d’uva, melanzane e dolci al cucchiaio, ciò che sembra, ma in realtà semplici “balloon”, palloncini di dimensioni e colori diversi gonfiati e manipolati fino a riprodurre oggetti e alimenti di uso comune. La serie, intitolata “Fruloons & Vegaloons”, è diventata virale su numerose piattaforme social, rendendo onore alla fantasia senza limiti della McKeown, che oltre ai palloncini sfrutta anche oggetti dall’uso comune o cambia decisamente destinazione a frutta e ortaggi. È il caso delle spugnette da cucina gialle e verdi che abbinate a qualche mirtillo e qualche fragola si trasformano in un dolce dall’aria appetitosa, o dei broccoletti che sembrano la crema invitante di un cupcake, o ancora il mirtillo che si trasforma in un prezioso anello di alta gioielleria con tanto di astuccio.

Un mix di materiali improbabili, quasi mai commestibili, che diventano una galleria affascinante da gustare, dal primo all’ultimo scatto.

Tratto da: http://www.quotidianocanavese.it/lifestyle/arte-il-food-che-non-si-mangia-25613

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